Enrico Cattaneo

Artista

Intervista all'artista

Ad ognuno di voi è stata assegnata un’azienda diversa, tutte specializzate in un settore specifico e particolare. Quale tipo di azienda ti è stata assegnata?

L'Impresa Fratelli Rota Nodari svolge la sua attività, con impiego di metodologie e tecnologie altamente specializzate, in diversi settori: opere stradali, campi da golf, movimenti di terra, urbanizzazioni civili ed industriali, opere idrauliche e di bonifica, smaltimento di rifiuti industriali, produzione di inerti, di calcestruzzi e di manufatti in cemento.

Non conoscevate la realtà dell’azienda prima di incontrarli. Quale è il primo impatto che hai avuto con l’azienda? Cosa è cambiato da quel primo impatto ad oggi?

Mi è sembrata un'impresa particolarmente importante sia dal punto di vista degli appalti che della qualità dello stabilimento, si sono resi da subito disponibili a qualsiasi confronto e aperti ad ogni sperimentazione lasciandomi praticamente carta bianca. Ho potuto tranquillamente seguire tutti i processi di smantellamento e di lavorazione nonostante la rigidità dei permessi imposti dai cantieri, e questo mi ha permesso di approfondire meglio il lavoro in tutte le sue fasi. Con i risultati e le idee presentate all'azienda è decisamente cresciuto il rapporto di fiducia reciproca, e questo ha permesso di poter creare anche un dialogo al di fuori del progetto in corso.

La relazione con questa azienda, che spunti ti ha dato? Su cosa hai iniziato a ragionare in questo periodo di ricerca?

Il mio lavoro ultimamente si è incentrato sulla rimozione, sull'andare a togliere ciò che è superfluo per far emergere qualcosa, ma non ho mai provato a soffermarmi sul valore di ciò che andavo a rimuovere. Questo progetto mi ha dato l'occasione di poter lavorare sul peso dello scarto, del detrito, del frammento, sul recupero di qualcosa di apparentemente inutile ma dalla straordinaria forza simbolica che potesse essere ritrasformato in una nuova forma grazie alla sua agglomerazione, al suo impastarsi. Questo mi ha fatto ragionare sulla mescola di vari elementi che potessero essere tenuti insieme in uno stesso stampo; in particolare ho iniziato ad interessarmi al legame tra diversi elementi, costringendoli ad una forzata ma effimera fusione.

Portfolio

Idea esemplificativa

Ho seguito e documentato il progetto di riqualificazione dell'ex stabilimento Legler a Ponte S.Pietro, acquisito recentemente dal gruppo Aruba per la costruzione della nuova succursale. In particolare mi sono concentrato sullo smantellamento della ex dogana, punto cardine per il passaggio e il controllo della merce; il lavoro dell'impresa consisteva nel seguire il lavoro di demolizione dell'edificio e il prelevamento delle macerie da trasportare in sede con il fine di essere sminuzzate e riutilizzate come fondo per future costruzioni. L'opera prevede il riutilizzo delle macerie per la produzione di uno stampo; durante la visita dello stabilimento ho potuto osservare quali materiali e attrezzature utilizzassero per la lavorazione del calcestruzzo, mi ha colpito particolarmente la forma tetrapoide di uno stampo impiegato per la realizzazione di frangiflutti da installare lungo gli argini dei corsi d'acqua, ma ormai in disuso per mancanza di richiesta da parte del mercato. La realizzazione avviene attraverso la gettata di un'impasto di macerie derivanti dalla dogana, compresi gli scarti (metalli, plastiche, stoffe), con del nuovo calcestruzzo in percentuale variabile, al fine di ottenere una forma resistente ma allo stesso tempo esile e poco compatta, come un relitto sul punto di crollare.

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