Lorenzo Lunghi

Artista

Intervista all'artista

Ad ognuno di voi è stata assegnata un’azienda diversa, tutte specializzate in un settore specifico e particolare. Quale tipo di azienda ti è stata assegnata?

L’azienda che mi è stata assegnata è Battaggion spa, specializzata in produzione di impastatrici per vari settori, da quello plastico a quello alimentare e farmaceutico.

Non conoscevate la realtà dell’azienda prima di incontrarli. Quale è il primo impatto che hai avuto con l’azienda? Cosa è cambiato da quel primo impatto ad oggi?

A primo impatto ho visto una realtà famigliare, quello che fanno nell'azienda non è produrre semplicemente in serie. Ogni macchinario è fatto su misura, ha la sua personalità, il suo carattere, è tutto in acciaio e preciso al millimetro. Ad oggi non è cambiata l’impressione che ho avuto al primo incontro, vedo sempre un’azienda professionale e sperimentale.

La relazione con questa azienda, che spunti ti ha dato? Su cosa hai iniziato a ragionare in questo periodo di ricerca?

Entrando nel laboratorio dell'azienda ho visto una sala operatoria, dove sul tavolo d’acciaio lucido vengono ispezionate le plastiche. In questa prospettiva medicale ho visto la possibilità di creare un lavoro scultoreo. Ultimamente sono interessato a quelle tecnologie che permettono una sorta di autocontrollo "performativo” delle funzioni umane (corporeee, mentali e addirittura oniriche). Monitoraggi a cui ne consegue il biohacking, tecnologie all'interno di noi. Così mi sono chiesto se anche queste plastiche e gelatine potessero avere un upgrade.

Portfolio

Idea esemplificativa

Per Arteimpresa farò una serie di sculture con gli scarti da laboratorio, i quali vengono utilizzati per testare l’efficenza dei macchinari. In questi giorni di sperimentazione sto ispezionando queste plastiche, in particolare sono interessato ai materiali che sono studiati per entrare in contatto con l'essere umano e vivere in simbiosi con noi. Ho l’idea di creare sculture organiche, che abbiano una presenza dipendente allo spazio espositivo. Sculture parassitarie, connesse a noi, che si nutrono del nostro sguardo.

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